La Nuvola nella Valigia - Tutti i miei no - Prof. Fabrizio Cerusico
Desidero innanzitutto ringraziarvi col cuore per essere intervenuti numerosi a questo incontro; non so se a qualcuno di voi intorno ai 40 anni si è accesa una spia, la spia dell'emergenza vita; a me questo è accaduto.

Mi sono fermato a guardare e a guardarmi, una visione ampia di me stesso e della società. Ho avuto un brusco risveglio, la consapevolezza di una società che non mi piace più, confusa, disorganizzata, frustrante, indecisa, malata. Da medico ho subito pensato alla cura, ma la medicina non esiste, dovevo cercare un gesto nei confronti della vita, e condividerlo con voi questo gesto. Il gesto era dire di no!

TUTTI I MIEI NO è un libro che si legge rapidamente. In tempo reale il mio pensiero può facilmente passare dalla mia coscienza alla vostra, e ritornare a me: e questo mi incoraggia e commuove profondamente. E’ un libro che non descrive, ma interviene; non teorizza, opera. A differenza delle precedenti pubblicazioni, dedicate ai bambini e ai temi primari e sempre sorprendenti della prenascita, TUTTI I MIEI NO è un lavoro sull’etica individuale e sociale; oggi, siamo la società dell'apparire e non dell'essere ed io tra il benessere ed il malessere preferisco l'essere.

Dobbiamo assumere completa coscienza di questo per condividere una speranza per l’avvenire. Urge un fattore nuovo, un salto evolutivo, non verticale ma reticolare. Vivere la vita essendo, invece di vivere la vita facendo per cercare di essere. Del resto la più grande malattia del secolo non è il cancro, ma l'ego. L'ego è e agisce come una pianta parassita che si alimenta dell'albero su cui vive, è una malattia collettiva. È la società stessa che insidiosamente abbiamo creato che procura insoddisfazione e dolore; pensate amici a quante volte viviamo le nostre relazioni più per i confronti che per gli incontri, più per i giudizi che per la compassione, più per la separazione che per l'armonia; vogliamo sempre confermare noi stessi, dobbiamo sempre avere ragione, difenderci, attaccare, è come se avessimo bisogno dell'altro per soffrire, creiamo un’associazione a delinquere finalizzata alla sofferenza. È una società che soffre proprio perché noi abbandoniamo noi stessi e ci lamentiamo con gli altri di essere stati abbandonati. E’ necessario un allineamento interiore.

Gandhi diceva che il genere umano è ad un bivio, deve scegliere tra la legge della giungla e la legge dell'umanità. Ognuno di noi può salvarsi entrando nel suo stesso ombelico, camminando dritto verso se stesso, verso i propri valori, e verso l'altro e non sarà importante il fare ma è come si farà; il fare non è mai abbastanza se trascurate l'essere. È doveroso provare ad essere una società sotto lo stesso cielo, due cieli diversi non si incontrano mai. Non conosco la dose miracolosa per questa società ma sto tentando incessantemente di conoscere me stesso ed invito tutti voi, a qualsiasi età, a fare altrettanto.

Come probabilmente sapete, io sono un ginecologo di professione e mi occupo in prevalenza di quella delicatissima fase del “ciclo vitale” che risponde ai processi del concepimento. Questo mi ha dato la possibilità di sviluppare un punto d’osservazione dei comportamenti individuali e collettivi non trascurabile e, spero, non convenzionale. Desidero dire a tutti che la vita è delicata ma rimane pur sempre una cosa meravigliosa e non c’è un attimo da perdere dietro ad analisi e neologismi, bisogna baciarsi, fare a botte, affrontare male e bene, bisogna essere disposti a morire per una goccia di splendore. Svegliamoci, dobbiamo farcela, è una vera missione antropologica, abbiamo una fortuna inestimabile e credo che si chiami VITA e le soluzioni non si trovano nello stesso cassetto dove ci sono i problemi. Qualcuno pensa che la vita sia insopportabile ma, come dice Woody Allen, la cosa peggiore è che ad un certo punto finisce.

TUTTI I MIEI NO si propone di individuare e selezionare una serie di “sbarramenti buoni” e di rigorose “dighe difensive” contro una società patologica che fa sempre più fatica a trovare vie di ravvedimento. In fondo lo scopo dei “NO” è dire il SI FONDAMENTALE verso la Vita; dire SÌ è un atteggiamento interiore che ci apre al movimento della vita, ai suoi imprevisti, ai suoi accidenti, alle sue sorprese; è una specie di respirazione che ci consente di accompagnare il flusso dell’esistenza, accettare l’alternarsi di gioie e dolori è accogliere la vita, molte sofferenze nascono dal rifiuto di ciò che sono o dalla resistenza al cambiamento. E così mi sono impegnato a puntualizzare tutti i miei NO più vibranti e sentiti, proprio per dichiarare il mio SI innegoziabile alla Vita. Nei meccanismi fisiologici e spirituali del concepimento c’è già tutta la vita e tutta la società, nonché le tavole morali che le guidano nel breve e nel lungo periodo. Oggi più che mai abbiamo bisogno di valori, abbiamo necessità di costruire, praticare e scrutare valori condivisibili e indubitabili.

VIVERE SECONDO VALORE non può essere un fatto accidentale. VIVERE SECONDO VALORE è un imperativo che va prospettato alle presenti e future generazioni con quella limpidezza che spesso manca agli attuali sistemi educativi etici e politici; quanto mi piacerebbe effettuare a questa attuale classe politica un test ematico, il test dell'integrità.

VIVERE SECONDO VALORE è un sentiero profondo cui io personalmente, nella vita e nella professione, non intendo rinunciare;
VIVERE SECONDO VALORE è cosa innegoziabile, da edificare giorno dopo giorno nei comportamenti sociali e nei personali sentimenti del cuore.
VIVERE SECONDO VALORE è l’effetto-domino che dobbiamo creare dentro di noi, intorno a noi e nell’intera società.
Tuttavia, se guardiamo nel profondo della nostra esistenza collettiva non possiamo non rilevare con rammarico che a tutto si dà avvio tranne ad una tavola di VALORI attendibili. Sembra che non siamo più capaci di garantire la nostra incolumità al cospetto degli altri, né garantire l’incolumità altrui al cospetto della nostra coscienza.

Non è possibile minimizzare, non è possibile tacere. Non è possibile passare sotto silenzio le convulsioni del nostro tempo e lo stato di crisi globale entro cui ci siamo cacciati come in un labirinto. Io ho scritto un piccolo libro che non è tanto un manifesto teorico, quanto un’opera attiva, un atto di coscienza pratica. Un grido di dolore che, condiviso con voi, vuole diventare un atto di speranza. I miei NO sono 52 sbarramenti di sopravvivenza. Ciò vale per me e per tutti coloro che testimoniano che la Responsabilità è l’architettura della convivenza, l’Amore la base e la Luce il vertice.

Ripeto: la Responsabilità è l’architettura della convivenza, l’Amore è la base, la Luce il vertice.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *